Il primo Evento è il 20/11/2021 dalle 16:00 alle 20:00 💗
Durante il periodo dei 9 mesi la donna
vive cambiamenti sia psicologici che fisiologici.
A livello fisico si verifica una trasformazione corporea della pancia, del seno, ci si sente maggiormente affaticati e stanchi.
Ma i cambiamenti si
verificano soprattutto a livello psicologico: uno scompenso
ormonale porta con se rapide oscillazioni dell'umore, difficoltà di
concentrazione, alto stress emotivo legato alla conduzione della gravidanza.
Infatti, essendo un periodo di
cambiamenti, sia della futura mamma che della futura coppia genitoriale, è
importante darsi
del tempo per accettare questo lieto evento ed affrontarlo nel modo più tranquillo possibile.
Uno scompenso psicologico in una donna
in gravidanza può avere un impatto notevole sulla salute fisica di se stessa e del
suo bambino.
Lo stress, l'ansia e la depressione,
possono disincentivarla a mangiare in modo corretto, a dormire bene (7-8 ore),
a fare esercizio fisico.
Molte donne in gravidanza preferiscono
restare in silenzio e soffrire invece di cercare il sostegno di cui hanno
bisogno.
E' necessario il sostegno da parte
della famiglia e del compagno per ricaricarsi e far "sentire" la
propria vicinanza al piccolo.
Ma come si affronta lo stress in
gravidanza? 💪
Sicuramente è utile prestare
attenzione ai primi segnali di stress.
Bisogna essere proattive e affrontare
i sintomi (ansia, catastrofismi, depressione, pensieri negativi) non appena si
presentano invece di minimizzarli.
Le donne incinte percepiscono i primi
benefici quando iniziano a riflettere su se stesse; questo le aiuta a gestire
meglio le proprie emozioni.
👉La consapevolezza aiuta a migliorare l'esperienza della
gravidanza.
❣ È anche importante sviluppare strategie di coping efficaci, come
meditazione, esercizi di respirazione, esercizi di visualizzazione e pratiche
di gratitudine.
Ecco alcuni consigli pratici
consigliati alle donne in dolce attesa💓
Concediti una pausa
Durante la
gravidanza le donne presentano spesso stanchezza e astenia. Per ricaricare
l'energia fisica e mentale è necessario riposarsi. Anche 5 minuti in totale
relax, senza ulteriori distrazioni sono sufficienti alla futura mamma per
ripartire.
Comunicare con il
partner
Durante i 9
mesi di gravidanza è importante comunicare al partner tutte le sensazioni ed emozioni positive e negative che avvolgono la coppia. La futura mamma deve
permettere al futuro papà di entrare in sintonia con il suo stato d'animo,
mentre il futuro papà dovrà accoglierla emotivamente. Entrambi devono darsi la
possibilità di includere l'altro.
Delega
Durante la
gravidanza gli impegni possono accumularsi e si fa fatica a tenere tutto sotto
controllo. Se ne avete la possibilità delegate. Non tutto ha bisogno di essere
fatto in tempo e per forza da voi.
Distogliti dai pensieri
negativi
Durante il
periodo della gravidanza è normale avere pensieri negativi quali per esempio la
paura di perdere il bimbo, il sentirsi inadeguata, di perdere il partner, di
non sentirsi all'altezza della situazione. Questi pensieri continuano ad esserci anche dopo il
parto. Quando insorgono bisogna bloccarli; siamo noi che
creiamo i pensieri e siamo noi a poterti gestire.
Chiedi aiuto psicologico
Se ansia e
negatività sono costantemente presenti, risulta indispensabile l'aiuto da parte
di uno specialista.
Condividere emozioni, sentimenti e vissuti con uno
specialista permette alla futura mamma di comprendere la vera natura dello
stare male.
Pratica della Mindfulness
Mindfulness significa prestare
attenzione a ciò che avviene nel momento presente. Meditare consapevolmente sulla
gravidanza, tramite l'aiuto di un esperto, permette alla futura mamma di
viversi al meglio e di accettare quello che sta accadendo.
Se la gravidanza è un momento importante della vita della donna, per i cambiamenti fisici e psicologici, anche il parto ricompre il suo ruolo.
Il parto cambia radicalmente la vita di una donna e della coppia.
L'adattamento ai cambiamenti nello stile di vita e nelle relazioni risulta essere complicato per la coppia di neo- genitori.
Quando una donna partorisce dà alla luce una vita; il bambino "lascia" il suo posto fisico dove ha passato i precedenti 9 mesi. Il legame costruito fino al momento prima del parto lascia il posto al distacco.
Questo viene infatti percepito come la perdita di un qualcosa che porta benessere ed alcune donne non accettano subito questo cambiamento.
In letteratura sono diverse le condizioni psicologiche alterate, e sono principalmente: disturbi d’ansia (in gravidanza), depressione post partum, maternity blues, psicosi post partum.
Depressione post partum
La DPP è una forma depressiva che insorge nel secondo/terzo mese dal parto e può mantenersi fino ai dodici mesi; l’incidenza maggiore è registrata nelle prime 6 settimane e il 3-6 % di queste forme va incontro ad una vera e propria psicosi puerperale.
I fattori di rischio della DPP sono per esempio:
- storia personale di depressione precedente
- mancanza di sostegno sociale
- difficoltà di rapporto con il partner
- eventi stressanti recenti
- gravidanza non pianificata
- presenza di altri figli
Gli indicatori diagnostici sono la presenza di 5 o più dei seguenti sintomi, perduranti per almeno due settimane (APA):
- basso tono dell'umore
- perdita di interesse
- aumento o diminuzione dell'appetito
- insonnia
- ipersonnia
- rallentamento o agitazione psicomotori
- spossatezza o sensazione di perdita delle forze
- senso di colpevolezza o indegnità
- diminuzione della concentrazione
- pensieri ricorrenti di suicidio
- aggressività.
Maternity blues
E' anche detta sindrome del terzo giorno, vi è un’incidenza tra il 50 – 80% ed emerge tipicamente 2-3 giorni dopo il parto per poi scomparire entro un decina di giorni circa. E' una condizione emotiva molto vicina alla tristezza, che non ha effetti patologici.
La causa di questa sensazione è dovuta principalmente al drastico cambiamento ormonale nelle ore successive al parto (crollo degli estrogeni e del progesterone).
I sintomi sono legati al cambiamento radicale dello stile di vita, allo spossamento del travaglio e del parto, alla fatica e allo stress, al debilitamento fisico, alla mancanza di abitudine alla nuova situazione familiare, all’ansia per l’attesa del primo allattamento, ecc.
Psicosi post partum
La psicosi post-partum è una delle malattie psichiatriche caratterizzata da un'improvvisa insorgenza di sintomi psichiatrici e spesso neurologici, soprattutto nelle prime due settimane dopo il parto. Colpisce soprattutto le donne, senza alcuna storia medica ed è quindi difficile da prevedere.
Sintomi
- Calo importante del tono dell’umore
- Euforia
- Disturbi del sonno
- Insorgenza di comportamenti anormali per il carattere della persona
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