Cari genitori, oggi voglio parlarvi dei rinforzi!
Nel post precedente L'ABC del comportamento: in che modo posso gestire il mio bambino? abbiamo visto come un semplice comportamento dell'adulto può essere associato ad una situazione e fungere da innesco di un comportamento del bambino; questa è infatti una catena di comportamenti che si attiva quando si RINFORZANO i comportamenti espletati dal bambino.
Riprendendo in breve l'esempio pratico descritto nell'articolo precedente:
1)Fabio (Bambino) voleva la cioccolata, si trovava all'interno del supermercato insieme alla mamma.
2)La mamma gli dice che ora non può avere la cioccolata poiché dopo dovranno cenare.
3)Fabio inizia ad urlare ed a dimenarsi all'interno del supermercato.
4)La mamma gli compra la cioccolata.
5)Fabio smette di urlare; ora è felice.
Il comportamento della mamma (ti do la cioccolata) funge da rinforzo poiché Fabio ha associato il suo pianto alla presenza del "regalo"; ciò significa che ogni qual volta che Fabio farà i capricci riceverà il premio.
E quindi come gestiamo questa situazione?
Nella pratica del Parent Training si insegna ai genitori alcune strategie psicoeducative che prevedono la scomparsa dei comportamenti problematici.
Una delle strategie è sicuramente l'utilizzo dei rinforzi positivi.
Sono dei meccanismi che portano i bambini a ripetere dei comportamenti utili in quel momento e finalizzati ad uno scopo.
I rinforzi positivi possono essere: lodi, attenzione da parte dei genitori, carezze, sorrisi, ma anche tangibili come giochi, dolcetti, attività, ecc.
Il rinforzo positivo, più della punizione, permette di apprendere o di mantenere un comportamento nuovo.
Se per esempio, Fabio ha imparato che facendo i capricci ottiene il premio, perché la mamma gli fa ottenere la cioccolata, non fa altro che rinforzarlo.
La mamma cosa dovrà fare?
Dovrà rendere questo comportamento meno frequente e premiando il successivo comportamento.
Modifichiamo l'esempio proposto:
1)Fabio (Bambino) voleva la cioccolata, si trovava all'interno del supermercato insieme alla mamma.
2)La mamma gli dice che ora non può avere la cioccolata poiché dopo dovranno cenare.
3)Fabio inizia ad urlare ed a dimenarsi all'interno del supermercato.
4)La mamma lo ignora, va alla cassa, paga la sua spesa ed escono dal supermercato
5) Fabio intanto smette di piangere una volta in macchina
6)La mamma dice a Fabio "Bravo, hai smesso di piangere, ora che andiamo a casa prima di cena potrai giocare con il tuo gioco preferito"
Il comportamento della mamma è stato quello di ignorare i capricci di Fabio, non rinforzando il suo capriccio e premiando il comportamento successivo, ossia quello di aver smesso di piangere, e l'ha rinforzato con la lode e con un gioco.
Il rinforzo positivo può essere dato nel momento opportuno e sotto una specifica spiegazione: "Ti premio perchè...."
I rinforzi permettono di aiutare ad educare e non ad addestrare il bambino, bisogna saperli utilizzare.
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